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<title>ensemble vocale SATOR</title>
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<subtitle>ricordi dopo 12 anni</subtitle>
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<title>Adriano Olivetti ovvero dell'Utopia</title>
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<updated>2012-04-24T23:54:25+02:00</updated>
<published>2012-04-23T19:48:00+02:00</published>
<summary>      &amp;nbsp;             Devo dire grazie all'onnipresente Antonio se...</summary>
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&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: small; color: #800000;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://sator.myblog.it/media/01/01/709265705.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1980901&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://sator.myblog.it/media/01/01/2825895926.jpg&quot; alt=&quot;olivetti.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: small; color: #800000;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: small; color: #800000;&quot;&gt;Devo dire grazie all'onnipresente Antonio se ho del materiale da sottoporvi. Adriano Olivetti, figlio del socialista Camillo, era un imprenditore di origini ebraico-valdesi, ma dopo la seconda guerra mondiale si era convertito al cattolicesimo &lt;em&gt;per manifeste superiorità teologiche&lt;/em&gt; rispetto al protestantesimo del Canavese.&lt;/span&gt; &lt;span style=&quot;color: #800000; font-family: book antiqua,palatino; font-size: small;&quot;&gt;Ma ciò non ci deve far pensare al tipico industriale trasversale italiano che, per accattivarsi appoggi importanti, rinnega le tradizioni di famiglia e la sua cultura. Perchè in vero Olivetti &lt;em&gt;trasversale &lt;/em&gt;lo era e dimostrerà di esserlo, ma non nel senso opportunistico che noi normalmente attribuiamo in politica a questa corrente. Olivetti era un personaggio che a 17 anni era andato volontario nella Prima Guerra Mondiale, anche se non aveva avuto il tempo di arrivare al fronte, visto che il conflitto nel frattempo era già teminato, e, a 25, in una gelida notte d'autunno, aveva accompagnato in auto Filippo Turati e Carlo Rosselli fino al porto di Savona, da dove si sarebbero imbarcati esuli a causa del regime fascista&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #800000; font-family: book antiqua,palatino; font-size: small;&quot;&gt;, con le strade di 86 anni fa (!) alternandosi alla guida con Ferruccio Parri. Ma era anche uno che, nello stesso anno, va negli States, diventa un convinto sostenitore del &lt;em&gt;fordismo&lt;/em&gt; e convince il padre, che non aveva più una azienda di 20 dipendenti di stampo artigiano, a rifarsi ai tempi e metodi di Taylor. Dopo il secondo conflitto mondiale, crede nel federalismo, in 12 anni porta la sua azienda a diventare una multinazionale (19 le aziende consociate estere), chiama a Ivrea fior di intellettuali (dai letterati Volponi, Fortini e Giudici, al musicista Nono, Pampaloni, Bruno Zevi, Franco Ferrarotti, lo psicologo del lavoro Novara), fonda un movimento - &lt;em&gt;Comunità -&lt;/em&gt; che diventa un partito, con il quale viene eletto parlamentare nella seconda metà degli anni '50. Ma sono soprattutto gli architetti Gardella, Pollini, il pittore Renato Guttuso che rendono umani i luoghi produttivi, le residenze e i servizi sociali dei dipendenti. Olivetti sarà il primo a concedere il sabato libero e a ridurre l'orario settimanale, a parità di compenso, credendo al concetto che il lavoratore è più produttivo, se lavora in un contesto più qualificato. Quindi il lavoratore può rilassarsi, istruendosi, durante l'orario di lavoro con una rivista o un libro messo a disposizione nella biblioteca aziendale, mentre la mamma può allattare o riabbracciare il figlio all'asilo nido, poco lontano dallo stabilimento. Ivrea diventa l'Atene italiana degli anni '50 e la &lt;em&gt;lettera 22&amp;nbsp; &lt;/em&gt;diventa il primo prodotto industriale, dove il design e l'estetica fa scuola nel mondo (grazie al&amp;nbsp; designer Marcello Nizzoli). Ma le ambizioni di Olivetti non si fermano qui: nel 1955 Adriano vuole, in collaborazione con l'Università di Pisa e Mario Tchou, professore alla Columbia University di origini sino-italiane, un progetto di calcolatore elettronico che porterà a Elea 9003, uno dei primi processori interamente costruito a transistor. La morte improvvisa di Tchou e - subito dopo - di Olivetti, impedirono lo sviluppo di tale produzione, che avrebbe previsto un laboratorio progettato niente di meno che da Le Corbusier, e che si avvaleva nel design di Ettore Sottsass. La miopia imprenditoriale di chi assunse il controllo dell'azienda dopo la morte di Olivetti (Fiat, Pirelli, Mediobanca, IMI) fece sì che l'Italia perdesse un primato tecnologico d'eccellenza, anche se le grande industrie e banche italiane iniziarono ad informatizzarsi e nel 1965 comparve il&amp;nbsp; Programma 101, considerato il primo PC nel mondo, realizzato da Giorgio Perotto. Ma la divisione elettronica fu venduta alla General Electric, tra il disinteresse dei mezzi d'informazione e del governo. E soprattutto scomparve quel rapporto - utopico in Italia - dipendenti / imprenditore. Questo il ricordo che ci lascia di Olivetti Natalia Ginzburg, sua cognata: &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small; font-family: book antiqua,palatino; color: #800000;&quot;&gt;&lt;em&gt;Lo incontrai a Roma, per la strada, un giorno, durante l’occupazione tedesca. Era a piedi; andava solo, col suo passo randagio; gli occhi perduti nei suoi sogni perenni, che li velavano di nebbie azzurre. Era vestito come tutti gli altri, ma sembrava nella folla, un mendicante; e, sembrava, nel tempo stesso, anche un re. Un re in esilio.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>De consolatione philosophiae</title>
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<updated>2012-04-15T21:53:01+02:00</updated>
<published>2012-02-22T14:06:00+01:00</published>
<summary>            Con Antonio e amici, ier l'altro sera andammo - come per un...</summary>
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&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://sator.myblog.it/media/01/02/1394699738.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1912016&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://sator.myblog.it/media/01/02/3588719482.jpg&quot; alt=&quot;mancuso.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #800000; font-family: book antiqua,palatino; font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #800000; font-family: book antiqua,palatino; font-size: small;&quot;&gt;Con Antonio e amici, ier l'altro sera andammo - come per un profeta assistendo ad un rito - all'intervento di Vito Mancuso che si svolgeva a Palazzo Doria-Tursi (già Niccolò Grimaldi, &lt;em&gt;banchiere&amp;nbsp; &lt;/em&gt;di Filippo II). E' raro assistere a retori (oggi) di tale statura morale e indiscussa competenza culturale-scientifica: non dimentichiamo che il nostro professore non ha raggiunto la metà del secolo, e al reale - per così dire - sembra non appartenere (ammesso che vi abbia mai appartenuto). E' difficile soprattutto trattare - quindi non comunicare banalità - di argomenti così elevati in modo così semplice, come un santo, come un bambino, semplificando la complicazione, ma non rinunciando all'etimologia, alla precisione. Vito Mancuso (quando uno è così grande i titoli sono superflui, meglio il solo nome e cognome) ha dato sempre risposte, anche quando erano potenzialmente provocatorie o avrebbero richiesto, per chiunque,&amp;nbsp; più di 40'&lt;/span&gt;. &lt;span style=&quot;color: #800000; font-family: book antiqua,palatino; font-size: small;&quot;&gt;Ha evitato di parlare del suo ultimo libro uscito, sfruttando casse di risonanza, al limite ha lasciato che altri lo facessero in modo leggero, come un atto dovuto appunto di una liturgia. E' stato non solo di stimolo (a leggere o rileggere la filosofia), ma è stato roccia in un mondo di argilla, spirito in una dimensione che predilige la materia, senza giudizi, senza pregiudizi, senza retorica, davvero come i santi.&amp;nbsp; Forse tutto ciò non nasce solo dall'essere docente di teologia sistematica, dall'aver pubblicato diversi titoli (e visto l'argomento con una grossa tiratura): forse nasce dal non avere certezze, ma un'enorme dose di umiltà&amp;nbsp; nella sua ricerca. Solo recentemente ho scoperto che 25 anni fa aveva chiesto di essere dispensato dal servizio sacerdotale e quasi 20 anni fa, ottenne una dispensa papale per sposarsi - in chiesa - e diventare padre di due figli. La sua biografia sembra dire - con coerenza tuttavia - che la via verso Dio e la Verità - dovrebbe essere la meta di ogni teologo, credo - non è sempre lineare e diritta. Ci possono essere ripensamenti e &lt;em&gt;errori&lt;/em&gt; (dall'etimologico errare)&amp;nbsp; per chi ha sete di giustizia e libertà. &amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #800000; font-family: book antiqua,palatino; font-size: small;&quot;&gt; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Intelligibilità</title>
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<updated>2012-03-06T21:44:19+01:00</updated>
<published>2012-01-16T19:53:00+01:00</published>
<summary>            Sono un estimatore di David Lynch, anche se non lo conosco...</summary>
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&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://sator.myblog.it/media/00/02/3514941930.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1868395&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://sator.myblog.it/media/00/02/3937304979.jpg&quot; alt=&quot;lynch.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: small; color: #800000;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: small; color: #800000;&quot;&gt;Sono un estimatore di David Lynch, anche se non lo conosco appieno. Di certo &lt;em&gt;Mullholland driver &lt;/em&gt;e &lt;em&gt;Inland Empire &lt;/em&gt;hanno sconvolto la mia percezione, il mio modo di sentire. Come&amp;nbsp; venticinque anni fa mi rapirono Fellini, Visconti, Pasolini, Bergman, vent'anni fa Herzog, Wenders, Kubrick, Truffaut, quindici anni fa Welles, Kusturiza, Greenaway, dieci anni fa&amp;nbsp; Murnau, Pabst, Buñuel, Lang cinque anni fa Antonioni, Germi, Tarantino, Altman, più recentemente Tarkovskij, Paradzanov, Reitz, Gilliam. Dunque alla mia età dovrebbe essere difficile stupirsi, ma Lynch ci è riuscito come se fossi un adolescente, meglio, uno sprovveduto adolescente della mia generazione che non aveva a disposizione tanta tecnologia a buon mercato. Ma il punto su cui volevo rubarvi del tempo è un altro: perchè se Lynch - che pure è andato incontro a fiaschi - succede quando si hanno delle idee e non ci si piega alle ragioni di mercato - gira un film senza trama, lungo&amp;nbsp; tre ore, dove neppure attori professionisti si rendono conto di quello che sta succendendo, si grida - e sono anch'io tra questi - al miracolo, all'innovazione linguistica, mentre se io scrivo 130 pagine come ne scriverebbe Pynchon&amp;nbsp; 1100, o De Lillo 900, vengo definito da questi sedicenti docenti di corsi di scrittura creativa, agenti editoriali, ecc. come uno che non segue le regole basilari dello scrivere, infila troppi personaggi, troppe sottotrame, troppe citazioni erudite? Di certo non mi posso paragonare agli autori suddetti, che - non dimentichiamolo - come Lynch sono anche personaggi di un mondo per me inavvicinabile. Tuttavia se è vero che ho molto da imparare, è anche vero che chi mi giudica, dovrebbe aver letto questi autori, che peraltro io stesso lessi &lt;strong&gt;dopo&lt;/strong&gt; aver scritto &lt;em&gt;Nelle spire del Tempo, &lt;/em&gt;dal momento che il proprio lavoro lo svolge come professione principale e non come hobby. Rimane la soluzione vecchia, ma un po' impraticabile per me: studiare una lingua e proporre queste idee all'estero. &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Visionarietà</title>
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<updated>2012-04-15T21:52:26+02:00</updated>
<published>2011-11-28T13:56:00+01:00</published>
<summary>           &amp;nbsp;        Qualche volta il dovere ci chiama a...</summary>
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&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: small; color: #800000;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: small; color: #800000;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://sator.myblog.it/media/00/00/251735484.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1820897&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://sator.myblog.it/media/00/00/3079799557.jpg&quot; alt=&quot;momix.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: small; color: #800000;&quot;&gt;Qualche volta il dovere ci chiama a rinunciare ai piaceri: è quello che mi è capitato lo scorso fine settimana, impegnato a interpretare per la 9^ o 10^ volta il &lt;em&gt;Llivre Vermell &lt;/em&gt;(con vendita di CD per la prima volta) in quel di Sanremo, non ho potuto prendere parte allo spettacolo dei Momix al Politeama Genovese, ma ancor&amp;nbsp; più, vivere quell'emozione profonda da &lt;em&gt;deserted house &lt;/em&gt;tra le installazioni di Alberto Terrile nelle ex Officine Comunali (che da anni sogno di vedere magari clandestinamente) che avevano come titolo &lt;em&gt;Viaggio visionario nella memoria. &lt;/em&gt;Per il gruppo di Moses Piddleton si trattava dello spettacolo &lt;em&gt;Remix &lt;/em&gt;non meno visionario e ipnotico, anche se senza dubbio meno inquietante. Sarebbe stato bello non trovarsi nella chiesa luterana della cittadina imperiese, ma è anche vero che dovrò già dare qualche forfait negli impegni imminenti dell'&lt;em&gt;Arkansè&lt;/em&gt;. Considerazione consolatoria ma non solo: i Momix avevano un biglietto d'ingresso proibitivo, le installazioni non erano affatto pubblicizzate. Del resto il nostro capoluogo di regione, già capitale di una repubblica che solcava tutto il Mediterraneo orientale 900 anni fa, vive di calcio, di sagre alimentari e l'arte e la musica prevedono attenzione soprattutto quando sono commerciali o consolidate nella loro ripetizione. Scusate lo sfogo. &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: small; color: #800000;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://sator.myblog.it/media/02/00/1639348176.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1820899&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://sator.myblog.it/media/02/00/1869154602.jpg&quot; alt=&quot;officine.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: small; color: #800000;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Il tempio dell'Arte</title>
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<updated>2012-01-08T18:34:04+01:00</updated>
<published>2011-09-25T19:46:00+02:00</published>
<summary>       Il ritorno dalle vacanze mi ha visto impegnato negli esami di...</summary>
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&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://nellespiredeltempo.myblog.it/media/02/01/1356041154.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1748123&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://nellespiredeltempo.myblog.it/media/02/01/2864237706.jpg&quot; alt=&quot;tempietto.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: small; color: #800000;&quot;&gt;Il ritorno dalle vacanze mi ha visto impegnato negli esami di &lt;em&gt;giudizio sospeso&lt;/em&gt;, per la prima volta dal 2008 - almeno per quanto concerne la sezione IDA (non possiamo più chiamarla sezione serale), e mi trovo docente in una classe del trienno sperimentale figurativo, oltre a due quinte&amp;nbsp; e la mia beneamata II L. Sono riprese le prove, Greta frequenterà nuoto sicronizzato, il gruppo scout Genova 29 - in quel di S. Gerolamo - , un corso di musica e teatro con gli amici Andrea e Patrizia. Sto per organizzare nuove conferenze al Liceo e sono lieto di aver inserito in questi ultimi mesi letture più &lt;em&gt;leggere&lt;/em&gt; come Lernet-Holenia o l'ottimo Cento. Non tutto è funzionato, ma le cose da sistemare erano anche troppe: per fortuna mi sorregge l'idea di condurre a breve termine viaggi in ...capitali italiane (Venezia, Palermo). Questa volta non perderò il Guggenheim o la Cappella Palatina, Torcello o Monreale. Mentre ancora più a breve, sarà immancabile la mia presenza allo spettacolo in memoria di Guido al Tempietto. Le perfomances dell'estate mi hanno avvicinato a elementi dell'ensemble che non avevo ancora frequentato (Alessandra, Cristina, Alberto, Antonella). L'anno è appena iniziato, ma presenta già molte strade delineate. Vedremo. &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://nellespiredeltempo.myblog.it/media/02/00/816890652.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1748132&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://nellespiredeltempo.myblog.it/media/02/00/3413804786.jpg&quot; alt=&quot;barabino.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: book antiqua,palatino; font-size: small; color: #ffcc00;&quot;&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Perfomances</title>
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<updated>2012-01-09T14:39:27+01:00</updated>
<published>2011-08-05T10:47:00+02:00</published>
<summary> &amp;nbsp;  &amp;nbsp;  &amp;nbsp;  &amp;nbsp;  &amp;nbsp;        E' un'estate piena...</summary>
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&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://sator.myblog.it/media/02/02/3999221685.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1695855&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://sator.myblog.it/media/02/02/4262616014.jpg&quot; alt=&quot;chiostro.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #800000; font-family: book antiqua,palatino; font-size: small;&quot;&gt;E' un'estate piena questa del 2011: in meno di due mesi (10 giugno - 5 agosto sono 55 giorni) ben 8 spettacoli con una media di più di uno a settimana. Non era mai successo, neanche a 20 anni! Certo dopo un' annata condotta su più fronti (15+15 conferenze al Liceo altri 8 concerti con l'Arkansé in 5 mesi tra dicembre e maggio) forse ci sarebbe stato bisogno di un po' di riposo. Ma forse raggiungere questi&lt;em&gt; record &amp;nbsp;&lt;/em&gt; - per chi lavora e fa il padre a tempo pieno - valeva la pena. Come superare il gettone delle 40 presenze in 5 anni e 5 mesi in collaborazione con Vera Marenco. Anche perchè non ci sono stati solo gli 8 spettacoli anche rimanendo alle &lt;em&gt;performances,&lt;/em&gt; ma significative condivisioni con chi hai lavorato, con il pubblico. Non mi era mai capitato (forse con i miei ex compagni di Liceo quando ero al 3° anno di università) di avere su un pubblico di 160 persone, 10 che sono venute appositamente per vederti (nessun congiunto o amico di vecchia data). Inoltre era da oltre tre anni e mezzo che non mi capitava di fare la parte di &lt;em&gt;Riccio &lt;/em&gt;e &lt;em&gt;Vislado&lt;/em&gt; nel &lt;em&gt;Portatore di baci&lt;/em&gt; di Piumini. C'è ancora una breve vacanza da gustare - prima di un ripiombare nel Caos assoluto e sistematico del lavoro tra poco più di tre settimane. Ci sono stimoli vecchi e nuovi: una potenziale collaborazione con un fumetto insieme all'ottimo Gino, un dominio che comprenda i blog e tanto altro (suggerimento del fidatissimo Antonio), il piacere di continuare a divorare i monumentali pilastri della narrativa postmoderna (De Lillo, Pynchon), il gusto di ritrovare la piacevolezza dello scrivere. Probabilmente sarà difficile avere a disposizione questo tempo tra un mese e quindi godiamocelo. &lt;em&gt;Carpe diem &lt;/em&gt;e brindiamo anche alla neonata Annalisa, secondogenita di Carla e Antonio. &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Chiostri e castelli</title>
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<updated>2012-02-04T17:22:54+01:00</updated>
<published>2011-06-28T16:18:00+02:00</published>
<summary> &amp;nbsp;  &amp;nbsp;  &amp;nbsp;  &amp;nbsp;  &amp;nbsp;        Questa  porta...</summary>
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&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://sator.myblog.it/media/01/00/4096423168.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1658636&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://sator.myblog.it/media/01/00/1079927105.jpg&quot; alt=&quot;finalborgo.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small; font-family: book antiqua,palatino; color: #800000;&quot;&gt;Questa &lt;em&gt;porta &lt;/em&gt;dovrebbe offrire nota alle attività artistiche, ma fare mera cronaca di esse, diventerebbe un inane elenco, un mero catalogo, un polveroso archivio, una sterile cronaca che può prendere anima, se e solo se, agli eventi associamo luoghi e, talora, date. Recentemente l'Arkansè mi ha dato spazio frequente per esibirmi: Teatro dell'Istituto Emiliani di Nervi, la restaurata villa Piantelli, il Museo della Commenda, la Chiesa inferiore di S. Giovanni di Prè (da tempo mero spazio espositivo), l'ancor meglio restaurato complesso gesuitico di S. Ignazio, oggi sede dell'Archivio di Stato. L'elenco potrebbe prolungarsi con altri cimenti spettacolari estivi con sede nella nostra città: ma gli impegni prossimi nel savonese e nelle Cinque Terre, mi riportano ad altri anni e fasi delle spire del tempo della mia biografia. Il chiostro di S. Caterina a Finalborgo o gli angusti spazi del castello dei Clavesana a Castelvecchio di Rocca Barbena, come la Chiesa dei Cappuccini a Monterosso,&amp;nbsp; mi indirizzano a ere in cui nei fine settimana - con una scalcinata utilitaria a cui ero assai affezionato fino ai 35 anni - si svolgeva una gita &lt;em&gt;fuori porta &lt;/em&gt;con annessa visita storico-culturale a complesso monastico, castello, rocca, centro storico chiuso al traffico, pinacoteca, sito archeologico e chi più ne ha più ne metta. Oggi questo non è più: e con ciò non diciamo che viviamo peggio. Allora non ci spostavamo in aereo o non ci recavamo in questi posti perchè chiamati come intrattenitori, seppur estivi o &lt;em&gt;della domenica &lt;/em&gt;(con qualche rara eccezione).&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #800000; font-family: book antiqua,palatino; font-size: small;&quot;&gt;Semplicemente gli eventi ci richiamano altri eventi del passato, quando alcuni miei alunni erano appena nati (sic deridemus de nostra senectute).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://sator.myblog.it/media/01/01/2461418212.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img id=&quot;media-1658637&quot; style=&quot;margin: 0.7em 0pt;&quot; title=&quot;&quot; src=&quot;http://sator.myblog.it/media/01/01/1283399976.jpg&quot; alt=&quot;castello.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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