22/02/2012
De consolatione philosophiae
Con Antonio e amici, ier l'altro sera andammo - come per un profeta assistendo ad un rito - all'intervento di Vito Mancuso che si svolgeva a Palazzo Doria-Tursi (già Niccolò Grimaldi, banchiere di Filippo II). E' raro assistere a retori (oggi) di tale statura morale e indiscussa competenza culturale-scientifica: non dimentichiamo che il nostro professore non ha raggiunto la metà del secolo, e al reale - per così dire - sembra non appartenere (ammesso che vi abbia mai appartenuto). E' difficile soprattutto trattare - quindi non comunicare banalità - di argomenti così elevati in modo così semplice, come un santo, come un bambino, semplificando la complicazione, ma non rinunciando all'etimologia, alla precisione. Vito Mancuso (quando uno è così grande i titoli sono superflui, meglio il solo nome e cognome) ha dato sempre risposte, anche quando erano potenzialmente provocatorie o avrebbero richiesto, per chiunque, più di 40'. Ha evitato di parlare del suo ultimo libro uscito, sfruttando casse di risonanza, al limite ha lasciato che altri lo facessero in modo leggero, come un atto dovuto appunto di una liturgia. E' stato non solo di stimolo (a leggere o rileggere la filosofia), ma è stato roccia in un mondo di argilla, spirito in una dimensione che predilige la materia, senza giudizi, senza pregiudizi, senza retorica, davvero come i santi. Forse tutto ciò non nasce solo dall'essere docente di teologia sistematica, dall'aver pubblicato diversi titoli (e visto l'argomento con una grossa tiratura): forse nasce dal non avere certezze, ma un'enorme dose di umiltà nella sua ricerca. Solo recentemente ho scoperto che 25 anni fa aveva chiesto di essere dispensato dal servizio sacerdotale e quasi 20 anni fa, ottenne una dispensa papale per sposarsi - in chiesa - e diventare padre di due figli. La sua biografia sembra dire - con coerenza tuttavia - che la via verso Dio e la Verità - dovrebbe essere la meta di ogni teologo, credo - non è sempre lineare e diritta. Ci possono essere ripensamenti e errori (dall'etimologico errare) per chi ha sete di giustizia e libertà.
14:06 Scritto da: amfortas1 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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