28/06/2011
Chiostri e castelli
Questa porta dovrebbe offrire nota alle attività artistiche, ma fare mera cronaca di esse, diventerebbe un inane elenco, un mero catalogo, un polveroso archivio, una sterile cronaca che può prendere anima, se e solo se, agli eventi associamo luoghi e, talora, date. Recentemente l'Arkansè mi ha dato spazio frequente per esibirmi: Teatro dell'Istituto Emiliani di Nervi, la restaurata villa Piantelli, il Museo della Commenda, la Chiesa inferiore di S. Giovanni di Prè (da tempo mero spazio espositivo), l'ancor meglio restaurato complesso gesuitico di S. Ignazio, oggi sede dell'Archivio di Stato. L'elenco potrebbe prolungarsi con altri cimenti spettacolari estivi con sede nella nostra città: ma gli impegni prossimi nel savonese e nelle Cinque Terre, mi riportano ad altri anni e fasi delle spire del tempo della mia biografia. Il chiostro di S. Caterina a Finalborgo o gli angusti spazi del castello dei Clavesana a Castelvecchio di Rocca Barbena, come la Chiesa dei Cappuccini a Monterosso, mi indirizzano a ere in cui nei fine settimana - con una scalcinata utilitaria a cui ero assai affezionato fino ai 35 anni - si svolgeva una gita fuori porta con annessa visita storico-culturale a complesso monastico, castello, rocca, centro storico chiuso al traffico, pinacoteca, sito archeologico e chi più ne ha più ne metta. Oggi questo non è più: e con ciò non diciamo che viviamo peggio. Allora non ci spostavamo in aereo o non ci recavamo in questi posti perchè chiamati come intrattenitori, seppur estivi o della domenica (con qualche rara eccezione). Semplicemente gli eventi ci richiamano altri eventi del passato, quando alcuni miei alunni erano appena nati (sic deridemus de nostra senectute).
16:18 Scritto da: amfortas1 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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